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Si specializzano a Perugia 4 dottoresse afgane per il nostro ambulatorio per le donne a Herat

13 febbraio 2018

Giulia Sacchi

Il 13 gennaio sono arrivate a Perugia da Herat 4 dottoresse afgane, Saida Said, Farzana Rasouli, Fareshta Fitzli e Fatema Farishti per seguire due tirocini in screening mammografico e in citologia: lo scopo è migliorare le attività dell’ambulatorio per la diagnosi del tumore al seno avviato dalla Fondazione Umberto Veronesi nel 2013 in collaborazione con la Rezai Foundation e portato successivamente avanti grazie al prezioso supporto della Cooperazione italiana in Afghanistan.
 
A Perugia abbiamo avuto la generosa disponibilità per i tirocini dell’ospedale Santa Maria della Misericordia e del Presidente di Apof (Associazione Patologi Oltre Frontiera), Paolo Giovenali, direttore del reparto di Anatomia patologica.
 
Lo scorso anno, il nostro centro a Herat, dotato di ecografo e mammografo, dove lavorano 3 persone (il medico responsabile Farzana Rasouli e due tecnici di radiologia che abbiamo “formato” in India) è stato visitato da oltre 1.000 donne e 1 caso su 4 è risultato sospetto, quindi bisognoso di ulteriori accertamenti come l’ago aspirato.
 
Il training in screening mammografico è stato seguito dalla dottoressa Saida Said (direttore del Maternity Hospital di Herat) e dalla collega (ambedue sono ginecologhe) Farzana Rasouli.
 
Il training in citologia, seguito dalla ginecologa Fareshta Fitzli e dalla biologa Fatema Farishti, durerà 3 mesi, fino al 7 aprile. Gli obiettivi sono di imparare a fare l’ago aspirato, ad allestire vetrini di citologia e a riconoscere i casi sospetti da sottoporre a “second opinion”. Per questo motivo la Fondazione Veronesi si impegna a trovare per l’ambulatorio di Herat i fondi per l’acquisto di un microscopio dotato di telecamera che permetterebbe di eseguire i controlli dei vetrini a distanza dal dottor Paolo Giovenali dell’Apof.

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