#S4P2016

Migrazioni e futuro dell’Europa

18 novembre 2016 Università Bocconi

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Il tema

8^ Edizione Conferenza Science for Peace

Migrazioni e futuro dell’Europa

18 Novembre 2016

Università Bocconi, Milano

L’ottava edizione della Conferenza Science for Peace, in programma il 18 novembre 2016 presso l’Università Bocconi di Milano, tratterà il tema “Migrazioni e futuro dell’Europa”.
Nel 2015 i migranti* nel mondo sono 244 milioni, circa il 3% della popolazione mondiale.
L’Europa ne ospita 76 milioni, l’Asia 75, il Nordamerica 54, l’Africa 21, l’America Latina 9 e l’Oceania 8**.
Di tutte queste persone circa il 10-15% è totalmente sprovvisto di documenti.

Con quasi 5 milioni di residenti stranieri, l’Italia è il terzo paese UE per presenza complessiva, dopo la Germania (7,5 milioni) e il Regno Unito (5,4 milioni). Tuttavia, in Italia l’incidenza percentuale sul totale della popolazione è di 8,2% a fronte del 45% in Lussemburgo, del 13% in Austria e del 10% in Spagna.
Questi numeri dovrebbero aiutarci a ridare le giuste proporzioni ai flussi migratori che hanno interessato di recente l’Europa: certamente ingenti, ma abbastanza modesti in termini globali.



Solitamente si distinguono due categorie di migranti: i migranti economici, che si presumono “spontanei” e i migranti forzati, definiti “sfollati” se si muovono all’interno di uno stato (“internally displaced persons” nella terminologia internazionale) oppure “rifugiati” se attraversano una frontiera. Tuttavia oggi, in un contesto di instabilità internazionale crescente e di disuguaglianze sempre più acute, risulta pretestuoso fare questa distinzione. C’è, infatti, chi fugge da una guerra e trova precario rifugio in un primo paese, da cui poi è costretto a riemigrare per mancanza di prospettive.

Al di là delle definizioni, il numero di profughi nel mondo ha raggiunto livelli senza precedenti: 40 milioni di sfollati, 21 milioni di rifugiati e 3 milioni di richiedenti asilo in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato. Di tutti questi, ben l’86% ha trovato rifugio in paesi in via di sviluppo come Pakistan, Giordania o Kenia**.
Un bilancio ancora più drammatico se si pensa che nel mondo sono circa 50 milioni i bambini costretti a lasciare le loro case, 28 milioni dei quali fuggiti a causa di conflitti. 10 milioni sono i minori rifugiati, 1 milione i richiedenti asilo e 17 milioni gli sfollati**.

Questa situazione è destinata ad aggravarsi sia per l’instabilità politica delle regioni dalle quali i migranti si muovono sia per l’esponenziale crescita demografica mondiale. Per disegnare strategie di risposta possibili è necessario uno straordinario sforzo politico, culturale e scientifico.
In primo luogo occorre mettere in atto strumenti per raggiungere una sostenibilità dal punto di vista agricolo e climatico. In secondo luogo, per migliorare la salute delle persone sono indispensabili maggiori investimenti in ricerca, prevenzione e cura delle malattie. Oggi in Africa si muore ancora per patologie facilmente prevenibili con vaccini e semplici accorgimenti igienico-sanitari. È fondamentale, inoltre, promuovere politiche di cooperazione serie tese a favorire lo sviluppo economico nei paesi di partenza. Infine, pur essendo necessaria, la prima accoglienza non è sufficiente da sola a garantire l’integrazione sociale dei migranti: servono efficaci politiche scolastiche, di formazione professionale e di inserimento lavorativo, sia a livello di Unione Europea sia dei singoli stati membri.

Ecco perché, affrontando queste sfide la scienza può e deve fare molto dando un concreto aiuto per migliorare sensibilmente le condizioni di vita di milioni di persone che oggi cercano un futuro in un altro paese.


* “Persone che vivono in un paese diverso rispetto a quello di origine” secondo la definizione dell’International Migrant Report 2015 delle Nazioni Unite
** Dati tratti da “International Migrant Report 2015” delle Nazioni Unite 

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