#S4P2019

Il fascino pericoloso dell'ignoranza

15-16 NOVEMBRE 2019 UNIVERSITÀ BOCCONI

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Il fascino pericoloso dell'ignoranza

17 settembre 2019

Alberto Martinelli

Che cosa rende pericolosamente affascinante l’ignoranza? Che cosa ci fa credere di conoscere fenomeni di cui in realtà ignoriamo quasi tutto? In che modo l’ignoranza sta alla base della conoscenza? A queste e ad altre domande cercheranno di rispondere gli esperti che saliranno sul palco della Undicesima edizione della Conferenza mondiale Science for Peace.
Viviamo nel secolo dell’informazione. Non è mai stato facile come lo è ora reperire informazioni, dati, immagini, filmati o opinioni. La quantità di informazioni di cui disponiamo è sterminata, ma ciò non significa che la loro qualità sia adeguata. Al contrario, disponiamo di molte informazioni disconnesse, sfilacciate, che faticano a comporsi in un quadro chiaro e coerente. Diviene così difficile selezionare tra la grande mole di fonti anche alla luce del fatto che avere a disposizione troppe informazioni può confondere: è vero ciò che più fonti riportano oppure ciò che riporta una sola fonte maggiormente autorevole? E come è possibile giudicare l’autorevolezza di una fonte? A fronte della sovrabbondanza di informazioni è più che mai necessario educare al pensiero critico, sviluppare modelli interpretativi che siano in grado di formulare e verificare ipotesi, connettere, sistematizzare.
La facilità nel reperire informazioni ci fa credere di avere a portata di mano le risposte a ogni domanda. Indubbiamente, grazie ai numerosi tutorial sul web, è molto più semplice di un tempo imparare a programmare la lavatrice o a confezionare un maglione all’uncinetto, ma vi sono altri saperi, profondi, che richiedono una conoscenza, una cultura contestuale, un ragionamento logico e un pensiero critico che nessun tutorial sarà mai in grado di fornire.
Al contrario di un tempo, quando la scuola e gli esperti fungevano da faro illuminante sulla via del sapere, oggi un sempre maggior numero di persone rifiuta di accordare la propria fiducia alle istituzioni e agli esperti preferendo farsi un’opinione leggiucchiando notizie o blog e guardando immagini o video. Indubbiamente scuole e università, esperti e intellettuali hanno una responsabilità non secondaria del discredito i cui sono oggetto. Ciononostante, una società complessa e interdipendente come quella odierna non può fare a meno della conoscenza specialistica. La divisione del lavoro che contraddistingue la nostra società insieme alla profondità delle conoscenze raggiunte in ogni campo, dal tecnico all’umanistico, richiedono a ciascuno di noi di approfondire uno o comunque pochissimi campi dello scibile umano e di contribuire al meglio allo sviluppo della propria comunità tramite il proprio sapere specialistico.
Senza mai dimenticare che occorre tempo, passione e fatica per approfondire il proprio sapere, ma anche ricordando la gioia e il piacere che si ricavano ogni volta che ad un sapere consolidato si aggiunge un tassello.

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